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A differenza di quanto indicato negli elaborati del Progetto di Fattibilità Tecnica ed Economica il presente Progetto Esecutivo prevede una serie di interventi che conducono a una soluzione del problema dell’accessibilità al complesso edilizio radicalmente diversa sul piano concettuale e realizzativo. Il progetto qui illustrato prevede infatti la demolizione completa dell’attuale organismo edilizio composto da tre volumi ospitanti biglietterie-uffici e stazione di valle della telecabina in ragione della costruzione di un nuovo edificio, composto da due porzioni principali, che integrano le funzioni esistenti con il sistema di collegamento tra il livello urbano e la nuova quota del piano imbarco/sbarco. La sostanziale differenza promossa dal progetto consiste nel realizzare una nuovo edificio per ospitare le biglietterie e gli uffici che anziché essere collocato ad una quota sensibilmente sopraelevata rispetto al piano urbano spicca da una quota leggermente superiora a quella della strada prevedendo quindi una piazza antistante le biglietterie completamente ipogea.
In luogo delle attuali scale di collegamento tra il piano urbano e quello delle biglietterie (da quota 1571,40 m s.l.m. a quota 1577,90 m s.l.m. con dislivello pari a 6,50 m) si prevede di collocare un percorso che dalla strada conduce direttamente, attraverso il superamento con una rampa con ridotta pendenza, alla piazza coperta completamente interrata (quota 1571,95 m s.l.m. con dislivello pari a 0,55 m) da cui si potrà accedere alternativamente alle biglietterie, all’ingresso principale degli uffici di Monterosa SpA e naturalmente al nuovo sistema di collegamento verticale con il piano imbarco, la cui quota del piano giro stazione della nuova telecabina si attesta a 1581,55 m s.l.m.. Il medesimo sistema consente di raggiungere anche la quota intermedia pari a 1577,60 m s.l.m. e corrispondente alla zona di arrivo della “Pista del Bosco” situata alla quota media del precedente piazzale antistante le biglietterie. Il progetto Esecutivo prevede quindi la realizzazione di un edificio di quattro livelli il cui più basso corrisponde al piano urbano dell’abitato di Champoluc mentre quello più alto coincidente con le quote del piano imbarco del nuovo impianto funiviario collocato in corrispondenza delle aree di sosta private e relative allo stesso impianto di risalita, raggiungibili come detto attraverso un percorso ipogeo che partendo da Route Ramey emerge al di sopra dell’edificio di stazione. Tale scelta di radicale trasformazione della conformazione del sistema di accesso alla stazione di valle e al relativo organismo edilizio polifunzionale destinato ad ospitare anche biglietterie e uffici si rende possibile in ragione della realizzazione del collegamento tra la strada costituita dalla viabilità principale di fondovalle e la piazza ipogea attraverso la demolizione di una parte dei volumi afferenti al bar-ristorante che trova affaccio sulla medesima Route Ramey.

Per ovviare alle problematiche di accesso dell’impianto smantellato, Attraverso la biglietteria e l’impianto di Champoluc accedono ogni anno circa 220.000 persone. Tutte questi clienti dovevano affrontare una scalinata di 38 gradini per coprire il dislivello di 5,70 metri tra il piano stradale e il piano della biglietteria e successivamente ancora una scalinata di 20 gradini e 3,20 metri per raggiungere il piano imbarco. Evidentemente, coprire questo tragitto con scarponi da sci ai piedi e l’attrezzatura sciistica tra le braccia era piuttosto scomodo. Pertanto, si è previsto di portare le biglietterie a livello strada, che saranno collegate con il piano dell’imbarco attraverso scale mobili e/o ascensore. Il nuovo edificio ospiterà le biglietterie, il front office e gli uffici societari, oltre ai vani tecnici destinati a piano imbarco, cabina di comando e un magazzino/officina per la manutenzione.



Questa soluzione progettuale consente di collocare in corrispondenza dell’interscambio tra le due telecabine l’accesso privilegiato verso tutta l’area Crest. Dalla zona di imbarco/sbarco della telecabine si può uscire all’esterno superando un dislivello di circa 50 cm.
In corrispondenza del nuovo ingresso il dislivello è superabile mediante la presenza di una specifica dotazione costituita da una pedana in grado di assumere inclinazioni differenti tra periodo invernale e periodo estivo, ovvero adattarsi alla variazione di quota di calpestio esterna con o senza neve.
Dalla stazione di interscambio della linea Champoluc-Crest e linea Crest-alpe Ostafa III la cui quota esterna si attesa a 1978,43 m s.l.m. occorre scendere superando un dislivello verso il fabbricato locale commerciale e scuola sci (ex autorimessa mezzi battipista), collocato a quota 1975,60 m s.l.m., pari a 2,83 m.
Se invece ci si sposta verso il fabbricato tavola calda e kinderheim (ex arrivo telecabina Champoluc-Crest), situato a quota 1974,55 m s.l.m., il dislivello diventa pari a 3,88 m.
Con la creazione della stazione di interscambio tra i due impianti, si va ad annullare l’attuale distanza tra gli stessi liberando la zona nevralgica di intersezione delle piste a Crest (Belvedere, Baby, Ostafa I, Pistone del Bosco).
Il nuovo edificio alloggerà il piano imbarco, il giro stazione, il locale comando delle nuova telecabina, il locale comando della telecabina attuale Crest – Ostafa III, le attuali cabine elettriche e locale gruppi e il magazzino/officina dell’attuale impianto. Nella parte posteriore verrà invece ricavato il nuovo magazzino veicoli dell’impianto Champoluc – Crest.

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